In ottemperanza alle nuove leggi contro il disfattismo, con particolare riguardo alle disposizioni relative alla concessione di pubblicità solo alle testate che dimostrino spirito di collaborazione con il premier e la sua incessante opera di rinnovamento del paese, il settimanale ‘L’espresso’ rende noti i suoi nuovi indirizzi editoriali. Che verranno posti n atto a partire dal prossimo numero in edicola.
Copertine Saranno finalmente valorizzate le buone notizie, come il ritorno della bella stagione, l’ottimo esito della mietitura, il revival della cerniera lampo, l’eccezionale qualità del branzino nostrano. Le illustrazioni tenderanno a mettere in risalto l’operosità e l’ingegno dei lavoratori italiani: la bella mugnaia, l’alacre facchino, la lavandaia canterina e l’alunno volonteroso saranno i soggetti della prossime quattro copertine. Si tratta di delicati acquerelli del 1920 messi a disposizione da collezionisti privati. Opportunamente ritoccati con accessori contemporanei (telefonini, pc portatili, tette di fuori) daranno il senso della continuità tra tradizione e progresso.
Timone Oltre alla innovativa sezione Omissis (20 pagine completamente bianche dedicate ai casi più scottanti di malaffare), sono molte le novità. La sezione Società sarà appaltata agli uffici stampa delle aziende: chi meglio di loro può rendere conto con competenza e precisione dei nuovi prodotti nazionali? Sul prossimo numero ‘Pentole antiaderenti di ultima generazione’ e ‘Tutti pazzi per le nuove macchine trivellatrici a pala multipla’. Non mancheranno gli approfondimenti sui fenomeni sociali più rilevanti, dal massiccio ritorno del sedano nel trito per soffritti all’inchiesta sui calendari per elettrauto: le rosse sono discriminate?
Rubriche Per evitare i sospetti di censura, le attuali rubriche saranno tutte mantenute, ma profondamente riviste nei contenuti. Umberto Eco, sotto la testatina ‘Il pentito’, avrà l’incarico di dimostrare la totale inutilità della cultura, con divertenti frasi sgrammaticate e svarioni grossolani che hanno lo scopo di conquistare anche i lettori che finora si sentivano esclusi. Giorgio Bocca, nella nuova rubrica ‘Sorridiamo’, si soffermerà sugli aspetti più lieti e spensierati della vita nazionale. Confermato anche Marco Travaglio, la sua rubrica si chiamerà ‘In ceppi’ e racconterà la sua esperienza carceraria. Edmondo Berselli rimarrà il politologo principe, potrete trovare le sue accurate analisi riassunte nella rubrica ‘Un rigo appena’. Sarà ampliata e valorizzata anche questa rubrica di satira, d’ora in poi dedicata ai colmi. Nel prossimo numero, il colmo per un falegname. La vignetta di Altan rimarrà tale e quale: la stessa per i prossimi cento numeri. Previste anche nuove rubriche: ‘Posate da pesce’ di Carlo Rossella e ‘Fi tico io qvello che tofete fare’ di papa Ratzinger.
Grafica Su suggerimento diretto della presidenza del Consiglio, sarà adottato il nuovo, rivoluzionario formato tondo, studiato per valorizzare le immagini di chiappe e tette. Il testo e i titoli gireranno attorno alle immagini: chiedete al vostro edicolante il simpatico piolo (in omaggio) sul quale infiggere a rivista per leggerla al meglio, facendola ruotare con le dita.
Cultura Dato il carattere eversivo della materia trattata, la sezione Cultura verrà ridotta a una sola pagina e sarà criptata. L’apposito decoder è in vendita a soli 3 mila euro nei migliori negozi di ferramenta.
Curiosità È previsto un remake della leggendaria inchiesta a puntate de ‘L’espresso’, ‘Capitale corrotta, Nazione infetta’. Si intitolerà ‘Capitale benedetta, Nazione perfetta’, scritta a tre mani da Paolo Bonaiuti e da un giornalista dell”Espresso’, sorteggiato ogni settimana, che avrà la mano destra legata dietro la schiena.
di Michele Serra, “Capitale benedetta nazione perfetta”, L’espresso, N° 25, anno LV, 25 giugno 2009
Può darsi che abbia un po’ esagerato. Sì, può darsi che la maestra di una quinta elementare di Novara abbia un po’ esagerato nel rispondere in maniera esplicita alle domande dei suoi imberbi allievi, che durante una lezione di scienze su «corpo umano e apparato riproduttivo» le avevano chiesto cosa fosse il sesso orale e a cosa servissero, a letto, le manette e i frustini. Anziché eludere la loro curiosità e spedirli dietro la lavagna con un libro di catechismo sotto le ginocchia, la maestra ha spiegato con tono asciutto che il sesso orale è quello che si fa con la bocca, e che frustini e manette sono dei giochi erotici. Le birbe hanno riferito a casa e, apriti cielo!, i genitori hanno chiesto alla preside la rimozione della pervertita.
Può darsi che abbia un po’ esagerato. Ma la maestra ha compiuto un’operazione importante: ha tolto al sesso la sua morbosità. Il sesso non è un peccato di cui vergognarsi, per poi alludervi di continuo nelle barzellette, nei balletti e nella pubblicità. Il sesso è un gioco sacro che diventa vizio solo quando viene investito di un’aura perversa di proibito. Fra programmi televisivi e discorsi di adulti intercettati in casa, da quante parole e situazioni a sfondo sessuale viene aggredito ogni giorno un bambino di dieci anni? Sì, può darsi che la maestra abbia un po’ esagerato. Ma mai quanto quei genitori che si sono scandalizzati per le sue risposte, invece di chiedersi in che modo i loro figli avevano appreso le domande.
Massimo Gramellini, “Il kamasutra della maestra”