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Damiano. 23yo indie-rocker-wannabe.
hopeless damiano |at| g mail |.| com

November 22 2009 8:08pm

On parle de: amerique religion

November 17 2009 8:01pm

On parle de: religion afrique fao

November 15 2009 10:29am

On parle de: religion amerique

November 9 2009 9:20am

On parle de: italie politique religion

La lobby delle sottane

Prima l’anima, poi l’istruzione. Sembra questa la gerarchia delle urgenze per la giunta sarda di Ugo Cappellacci. Almeno a giudicare da come l’assessore ai Beni culturali Lucia Baire, vicinissima all’arcivescovo Giuseppe Mani, ha stravolto l’accordo di programma che prevedeva 15 milioni per realizzare un atteso campus universitario al centro di Cagliari e una nuova casa dello studente. E’ stato Paolo Maninchedda, consigliere sardo del centrodestra ma anche docente universitario, a denunciare la svolta della Regione: i soldi per gli studenti sono stati dirottati sulla manutenzione di 15 chiese, di cui otto a Cagliari. L’alto prelato ha chiesto alla sua fidata collaboratrice altri dieci milioni per restaurare il seminario del capoluogo, frequentato da 21 aspiranti sacerdoti. C’è chi accusa l’assessore di aver pagato alla curia la cambiale elettorale, Maninchedda va più in là: per lui siamo alla lobby delle sottane.

“Sardegna: Più chiesa che campus”, L’espresso, N° 45, anno LV, 12 novembre 2009

November 5 2009 12:10am

On parle de: religion fascisme

Penso che un’antica tradizione come quella del crocifisso non possa essere offensiva per nessuno” [Pierluigi Bersani].
intanto questa cosa molto italiana di parlare in vece di tutti quanti ha rotto il cazzo e sarebbe bello bersani iniziasse a smetterla. perché non si può fare politica sul presunto pensiero unico, ma nel rispetto delle opinioni di tutti.
perché il crocifisso eccome se mi offende. è un talismano, un feticcio. una superstizione. come il cornetto, la zampa di coniglio in tasca, la coccinella sul cruscotto o il quadrifoglio. anche il gettarsi il sale alle spalle se lo si rovescia a tavola è radicato, ma nessuno lo chiama antica tradizione.
se volete appendere aglio alle pareti e mettervi a dormire sotto le piramidi di rame, curarvi con l’acqua santa o farvi il segno della croce prima di un rigore, fate. basta che non senta o veda tali cagate in una scuola o in generale dove dovrebbe essere la conoscenza a farla da padrona.
per non dire poi dell’ospedale. ripudierei l’infermiera che tocca ferro o incrocia le dita prima di un prelievo, figuriamoci un cadavere lì appeso come forma di conforto. l’enciclopedia medica ed il curriculum del chirurgo sono forme di conforto. il crocifisso fa l’effetto dello stregone che consulta il volo degli uccelli.
— Cristiano Valli, Chi pensa male, vaffanculo, Coserosse

October 25 2009 9:38pm

On parle de: maladie italie religion

Il dolore mi ha salvato da dio

Paolo Di Modica ha 44 anni, e nel giugno 2007 gli è stata diagnosticata la Sla. Siamo andati a trovarlo per farci raccontare la sua storia. Pensavamo che ci saremmo trovati di fronte una persona malata, piegata dalla sua patologia. Invece Paolo è una persona forte più che mai, che combatte, lotta. È fermo e duro sulle sue posizioni e non le manda certo a dire a nessuno: ai politici, alla Chiesa, alle persone ipocrite. La sua forza è la sua speranza, insieme alla moglie Maria, che gli è accanto e lo sostiene in ogni sua decisione. Scherziamo, parliamo, raccontano la loro storia d’amore. Mostrano la casa, le foto, le locandine dei concerti di Paolo. Lui, prima di tutto, era un flautista professionista. Chiama la sua malattia Sla in sol diesis minore; minore perché, anche se la malattia è grave, lui non gli dà importanza.

Paolo, com’è iniziato il percorso della sua malattia?
“Stavo preparando un concerto per il gennaio 2007, quando mi sono accorto che qualcosa non andava. Ho cominciato con un minimo disturbo al mignolo sinistro, che è il dito che usa la chiave del sol diesis. I passaggi velocissimi che dovevo fare venivano sporchi, imprecisi. Pensavo a una tendinite o a qualcosa del genere. A maggio decisi di fare degli accertamenti e lì la condanna: Sla. Ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli, la diagnosi mi è stata riferita da un medico che ho incontrato nel corridoio mentre stavo tornando a casa, come una notizia qualunque: «Ha la malattia del motoneurone. Non si affatichi». Nessuno aggiunse altro. Io pensai, faccio il musicista, mica lo scaricatore di porto, sarà una sciocchezza. Ma nonostante il modo fugace e senza attenzione in cui mi fu data la notizia, tornai a casa curioso di sapere in cosa consistesse la mia patologia. Non ne sapevo nulla. Sono andato su internet a cercare cosa fosse. Ho scoperto la Sla. Sono rimasto agghiacciato. In quel momento ho sudato freddo, mi si è annebbiata la vista, il mio cervello si è rifiutato di capire ciò che leggevo. La mia reazione è stata di paura. Per oltre un anno sono rimasto rinchiuso in casa, non volevo parlare né vedere nessuno. Evitavo di guardare gli altri, la malattia, il mio futuro, il mondo.”

Come è cambiata da quel momento la sua vita quotidiana?
“Ora non sono più un musicista, anche se nell’animo lo resterò a vita. Ho abbandonato la musica. Ho fatto un ultimo concerto, il “concerto del motoneurone”, il 27 agosto 2007. Ho pensato: sarà l’ultimo della mia vita, ed è stato così. Come brano finale, ho suonato La vita è bella, dalla colonna sonora del film di Benigni. Ed è così, in realtà la vita è bella, nonostante tutto. Io mi ero rassegnato troppo presto alla malattia. La diagnosi aveva distrutto me e mia moglie, totalmente. Ho smesso di suonare subito, appena ho saputo. Avrei potuto continuare, perché il primo anno fisicamente sono stato bene, solo che la testa non c’era più. Non mi divertivo più. La musica, oltre che un lavoro, per me era una passione. Quindi ho mollato. Se tornassi indietro non mollerei. Tutto questo grazie ai medici cattolici e al modo in cui mi hanno comunicato la mia condanna. Alla faccia della carità cristiana.

Ha detto che se tornasse indietro non mollerebbe. Ha trovato la forza per reagire?
“La forza di reagire mi è venuta solo a dicembre dello scorso anno, dopo circa un anno e mezzo. Una mattina ero all’Istituto superiore di sanità e ho incontrato una giornalista del Tg3 che voleva intervistare un malato di Sla, non famoso, non calciatore. Accettare un’intervista è come dirlo al mondo. E preferivo che la gente sentisse cosa avessi dalla mia voce, senza che si potessero fare dei pettegolezzi. Da lì si è aperta la mia realtà nella malattia. Fino al giorno di decidere di rilasciare l’intervista, pensavo solo alla parola Sla, in maniera ossessiva. Nel momento in cui ho deciso di parlare con la giornalista, mi sono messo a letto pensando a cosa dire alle telecamere, agli altri, alle persone che sentivano parlare della malattia. In quei mesi ho cominciato a peggiorare fisicamente, ma sono rinato a livello psicologico, ho avuto un atteggiamento diverso rispetto a tutto, più reattivo. Conoscevo la storia di Luca Coscioni, avevo sentito parlare di Piergiorgio Welby, avevo visto Borgonovo andare in tv tutto intubato. Ho cominciato a pensare al dovere di portare avanti la nostra battaglia, la mia battaglia. Io non sono nessuno rispetto a loro, mi sono detto, ma è giusto farne parte. Così mi sono buttato nella mischia. Dopo l’intervista ho anche aperto un blog mio. Ho scoperto questa mia nuova attività, ho ritrovato la mia ironia. Il pregio del mio progressivo immobilismo è di aver risvegliato, ancora di più, la mia coscienza.”

Che progetti ha per il futuro?
“A un certo punto mi sono come svegliato da un lungo sonno, e ho capito di dover lottare, anche nella speranza che si trovi una cura. E quindi eccomi qua. Sono grato alla malattia, ha portato fuori il mio lato migliore, un modo nuovo di affrontare, di combattere le ingiustizie. A partire dal mio essere disabile. Pochi sanno quali sono i disagi che una disabilità comporta e la scarsa attenzione che c’è in questo Paese. I nostri politici sono troppo occupati a fare questo testamento biologico, per fare piacere a sua santità e ai suoi amichetti. Pensano che la vita è di Dio. La mia vita è mia e basta. L’unica cosa che sanno dirti è, “prega”. In questo Paese la sofferenza per alcune categorie è una fortuna. Perché c’è interesse nel lucrare sul dolore altrui. Prendiamo l’esempio di papa Wojtyla: col morbo di Parkinson ha giustamente deciso di smettere di soffrire, mentre gli altri non possono farlo. Ma lui era un cittadino vaticano, non italiano. I “signori vaticani” si intromettono un po`troppo nei nostri affari. Sfruttare la sofferenza altrui è indecente. Pensa ai santuari. Mi fanno rabbia, lucrano sulla sofferenza. Penso sempre, ma perché non portano i malati a vedere un tramonto, e non a vivere nell’illusione di un miracolo? Certo, ognuno vive la propria sofferenza come vuole. Non possono dirmi di pregare. No, io lotto, è diverso. Io non credo più, e questo mi ha aiutato a reagire. La mia vita è solo mia ed è solo nelle mia mani. O lotto io, o nessuno lo farà per me. Non so quello che succederà, se la malattia avrà la meglio, o meno. Ma almeno io ci avrò provato, avrò lottato fino in fondo.”

di Paolo di Modica, Il dolore mi ha salvato da dio di Simona Nazzaro - Intervista al settimanale Left”, Il musico impertinente

September 20 2009 9:29pm

On parle de: religion italie

Dovremmo dunque tutti esser grati per il XX settembre, con l’unica eccezione dei cattolici “neri” che ogni anno celebrano a Porta Pia una messa in suffragio per le guardie svizzere cadute in difesa di “Cristo re”. Ma non è questo l’umore di questa Italia affollata di chierichetti atei e di neoclericali che invocano la riscossa tridentina. E se avesse ragione quel mio amico che dice amaramente che in realtà Porta Pia è la breccia attraverso cui il Vaticano è dilagato in Italia? Se guardiamo al Concordato fascista, all’art. 7 della Costituzione per il quale dobbiamo essere grati a Togliatti e, in anni recenti, all’ignavia di tanti politici di ogni schieramento in materia di laicità e di riconoscimento del pluralismo religioso, siamo tentati di non dargli torto. Per smentirlo ci vorrebbe una reazione dei cattolici italiani che però non mi sembra all’ordine del giorno.
— Daniele Garrone, XX settembre 1870”, NEV - Notizie evangeliche 36/37 - 09 (via UAAR Ultimissime - “XX Settembre una lettura protestante”)

September 12 2009 2:58pm

On parle de: religion italie

Scrive Bosetti: “Gli affannati guerrieri laici rivolgono ai credenti tutti i giorni un unico messaggio: ‘Vade retro’. È giunto invece il momento di affermare un convinto ‘vieni avanti’”. A parte il fatto che non vedo moltitudini di guerrieri laici che intonano il ‘vade retro’ e che, quand’anche ce ne fosse qualcuno e avesse una qualche visibile tribuna, spetterebbe anche a lui il diritto di esprimersi liberamente. Ma, ripeto, questi rombanti guerrieri non sono un dato di realtà. Quanto al ‘vieni avanti’ da rivolgere ai cattolici, ripeto ciò che ho già detto: dal 1947 in poi sono già entrati ed hanno occupato tutte le stanze della casa che dovrebbe essere comune. Noi, semmai, ci siamo ridotti nei ripostigli e nelle soffitte. Non spetta dunque a noi laici invitarli a farsi ancora più avanti. Governano ininterrottamente da sessant’anni questo paese. Noi dai nostri ripostigli di laici non furiosi, ma neanche desiderosi di intonare il ‘Confiteor’, avremmo il diritto di dir loro: fatevi più in là.
— Eugenio Scalfari, La caccia al laico”, L’espresso, N° 37, anno LV, 17 settembre 2009

September 7 2009 9:01pm

On parle de: religion italie

Dimissioni Boffo: “Violentata la mia vita e la mia famiglia”. Boffo, due sole parole: “Beppino Englaro”.
— Fausto Lombardi, Daniele Luttazzi News | blog (via spaam)

September 7 2009 8:57pm

On parle de: italie religion fascisme

Chi è San Dino (Boffo)

Chi è Dino Boffo, infatti? Molto più di un semplice direttore di “Avvenire”. Da 15 anni è uno dei personaggi più influenti e potenti della Chiesa e, dunque, della nomenclatura italiana. L’uomo di fiducia del cardinale Camillo Ruini. La guida di un impero multimediale che raccoglie il quotidiano dei vescovi, la televisione satellitare Sat2000, il circuito radiofonico più i grandi eventi comunicativi, tutto centralizzato nella persona di Boffo. Il front runner delle grandi campagne della Cei ruiniana, dall’astensione sui referendum sulla fecondazione assistita nel 2005 al Family Day contro la legge sulle coppie di fatto proposta dal governo Prodi e dalla cattolicissima Rosy Bindi. Cosa pensi Boffo del Cavaliere, dell’anomalia berlusconiana e del conflitto di interessi, il direttore di “Avvenire” lo chiarisce una volta per tutte il 18 aprile 2006 parlando ex cathedra dal suo pulpito preferito, il forum con i lettori nella pagina delle lettere. “Sarà dura rimediare ai guasti che il gruppo di potere di Berlusconi ha recato alle istituzioni: la vergogna delle leggi ad personam, lo stravolgimento dei principi costituzionali”, scrive il lettore Ranieri Marchi. “Mi preoccupa anche la corsa farisaica a dichiararsi figli devoti della Chiesa”. Boffo, però, non ci sta. E replica in malo modo: “Il suo è un anti-berlusconismo istintivo, totale, fazioso”. Quanto al rapporto con la Chiesa, Boffo non ha dubbi: “Il fenomeno della secolarizzazione in Italia era partito assai prima che Berlusconi invadesse l’etere con le sue tv. Abbiamo dimenticato la vicenda del divorzio e dell’aborto? Si ricorda quel ragionamento sibillino e falsamente democratico che dilagò anche in casa nostra, nel mondo cattolico, secondo cui si diceva: “Io non divorzierò mai, ma perché devo togliere questa possibilità ad altri?”. Provi a pensare, amico caro, se l’inizio della crisi non fu piuttosto quello. Poi, certo, altro venne e fu la combustione generale”. Insomma, per Boffo in Italia c’è stata una sola, vera anomalia: il dialogo tra i cattolici e la sinistra. Un rapporto contro-natura, questo sì. In coerenza con questo dogma, per anni il fedelissimo di Ruini conduce “Avvenire” contro i cattolici democratici alla Prodi o alla Scoppola, l’Ulivo, i governi del centro-sinistra. E lancia nuove carriere politiche: nel centrodestra, in Forza Italia. Alla vigilia delle elezioni politiche 2006 dove sono in competizione Berlusconi e Prodi, per esempio, affida l’editoriale di orientamento al voto per i lettori alla laica Eugenia Roccella: “Il nostro problema, oggi, è non far scomparire la famiglia, la sacralità della vita, la dignità della persona. Ma per fare questo dobbiamo schierarci”. Inutile dire da che parte: la Roccella, infatti, sarà scelta dalla Cei come portavoce del Family Day nel 2007 e da lì prenderà il volo. Oggi è deputata del Pdl e sottosegretaria al Welfare nel governo Berlusconi. Grazie a Boffo. […] Sono bastate due risposte ai lettori in rivolta per i silenzi della Chiesa sugli scandali sessuali di Berlusconi, il 24 e il 28 luglio, parole misurate e prudenti come sempre (“Uno scenario di potenziale desolazione”), ma per una volta esplicite, in difesa dei vescovi che nei giorni precedenti avevano condannato il premier. Pioveva, piovevano soprattutto nella redazione di “Avvenire” le lettere di parroci indignati per i comportamenti del premier e i silenzi della Chiesa, Boffo si è limitato ad aprire l’ombrello, ma per i falchi berlusconiani avrebbe dovuto giurare che c’era il sole, in molti d’altra parte in questo tempo sono disposti a farlo. Tanto è bastato nell’era del Berlusconi furioso per inserire Boffo nella lista dei cattivi. Il moralista, il cattocomunista da dileggiare sulla gazzetta della famiglia Berlusconi, da sbattere in prima pagina come omosessuale “attenzionato dalla Polizia” e”bugiardo”. Una strategia della tensione e dell’intimidazione che non risparmia neppure gli ex amici.

di Marco Damilano, Il diavolo in corpo”, L’espresso, N° 36, anno LV, 10 settembre 2009

September 4 2009 1:29pm

On parle de: italie politique religion

Non riesco a spiegarmi l’ urgenza con la quale l’ Aifa è intervenuta.
(9 agosto 2009, sulla pillola RU486)
La legge 40 esprime il diritto alla dignità, non è una legge certamente cattolica, ma che ha voluto intervenire in difesa della salute della donna, davanti a tante sperimentazioni selvagge, che temo possano tornare di nuovo.
(4 aprile 2009, sulla fecondazione assistita)
L’ autodeterminazione non può implicare che una persona scelga di non essere nutrita.
(13 febbraio 2009, sul testamento biologico)
Tra le tante cose buone che poteva fare, ha scelto la peggiore. Si tratta di un duro colpo non solo per noi cattolici, ma per le persone che in tutto il mondo si battono contro la strage degli innocenti che si compie con l’ aborto.
(25 gennaio 2009, su Barack Obama)
Sono inaccettabili le proposte di usare tali embrioni per la ricerca o destinarli a usi terapeutici oppure donarli a coppie sterili. Non è lecito il congelamento degli ovociti.
(13 dicembre 2008, sulle staminali embrionali)
Siamo di fronte a una sentenza grave dal punto di vita etico e morale. Forse si potranno trovare delle giustificazione nei cavilli procedurali e nelle interpretazioni del linguaggio, nella sostanza però rimane un fatto gravissimo ed estraneo alla cultura del popolo italiano.
(14 novembre 2008, sul caso Englaro)
I parlamentari cattolici non possono appoggiare leggi contrarie alla parola di Dio.
(1° aprile 2007, sulle unioni civili)

di Meltiparaben, “Ah, no?” (via dottorcarlo)
Non riesco a spiegarmi l’ urgenza con la quale l’ Aifa è intervenuta.

(9 agosto 2009, sulla pillola RU486)


La legge 40 esprime il diritto alla dignità, non è una legge certamente cattolica, ma che ha voluto intervenire in difesa della salute della donna, davanti a tante sperimentazioni selvagge, che temo possano tornare di nuovo.

(4 aprile 2009, sulla fecondazione assistita)


L’ autodeterminazione non può implicare che una persona scelga di non essere nutrita.

(13 febbraio 2009, sul testamento biologico)


Tra le tante cose buone che poteva fare, ha scelto la peggiore. Si tratta di un duro colpo non solo per noi cattolici, ma per le persone che in tutto il mondo si battono contro la strage degli innocenti che si compie con l’ aborto.

(25 gennaio 2009, su Barack Obama)


Sono inaccettabili le proposte di usare tali embrioni per la ricerca o destinarli a usi terapeutici oppure donarli a coppie sterili. Non è lecito il congelamento degli ovociti.

(13 dicembre 2008, sulle staminali embrionali)


Siamo di fronte a una sentenza grave dal punto di vita etico e morale. Forse si potranno trovare delle giustificazione nei cavilli procedurali e nelle interpretazioni del linguaggio, nella sostanza però rimane un fatto gravissimo ed estraneo alla cultura del popolo italiano.

(14 novembre 2008, sul caso Englaro)


I parlamentari cattolici non possono appoggiare leggi contrarie alla parola di Dio.

(1° aprile 2007, sulle unioni civili)



di Meltiparaben, Ah, no? (via dottorcarlo)

September 2 2009 9:31am

On parle de: poltique italie media religion