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Damiano. 23yo indie-rocker-wannabe.
hopeless damiano |at| g mail |.| com

November 14 2009 10:43am

On parle de: fascisme italie

Sono anni ormai che ci chiediamo se il fascismo ritornerà, ma tranquilli amici, un po’ è già tornato; non il fascismo del ventennio, ma quello di sempre, autobiografia della nazione, frutto spontaneo del nostro autoritarismo anarcoide, del nostro piacere di servire, della retorica patriottarda. Sono già tornate le parole del patriottismo e del nazionalismo retorico e gli annessi riti funebri: chi muore per sventura o per dovere viene chiamato eroe, chi insiste a vedere i nostri difetti antitaliano, e se non basta sovversivo, colpevole di opporsi, ironia della storia, a quanti vogliono sovvertire la democrazia.
— Giorgio Bocca, Fascisti e opportunisti”, L’espresso, N° 46, anno LV, 19 novembre 2009

November 5 2009 12:10am

On parle de: religion fascisme

Penso che un’antica tradizione come quella del crocifisso non possa essere offensiva per nessuno” [Pierluigi Bersani].
intanto questa cosa molto italiana di parlare in vece di tutti quanti ha rotto il cazzo e sarebbe bello bersani iniziasse a smetterla. perché non si può fare politica sul presunto pensiero unico, ma nel rispetto delle opinioni di tutti.
perché il crocifisso eccome se mi offende. è un talismano, un feticcio. una superstizione. come il cornetto, la zampa di coniglio in tasca, la coccinella sul cruscotto o il quadrifoglio. anche il gettarsi il sale alle spalle se lo si rovescia a tavola è radicato, ma nessuno lo chiama antica tradizione.
se volete appendere aglio alle pareti e mettervi a dormire sotto le piramidi di rame, curarvi con l’acqua santa o farvi il segno della croce prima di un rigore, fate. basta che non senta o veda tali cagate in una scuola o in generale dove dovrebbe essere la conoscenza a farla da padrona.
per non dire poi dell’ospedale. ripudierei l’infermiera che tocca ferro o incrocia le dita prima di un prelievo, figuriamoci un cadavere lì appeso come forma di conforto. l’enciclopedia medica ed il curriculum del chirurgo sono forme di conforto. il crocifisso fa l’effetto dello stregone che consulta il volo degli uccelli.
— Cristiano Valli, Chi pensa male, vaffanculo, Coserosse

October 21 2009 11:01pm

On parle de: politique fascisme italie

Imperversano le ambigue e ipocrite incursioni del sindaco Alemanno, che impugna la fiaccola insieme al movimento gay ma è contrario a tutelare per legge l’omosessualità, visita con gli studenti i campi di concentramento ma nelle scuole comunali ostacola ogni forma di multiculturalismo, annuncia politiche di integrazione ma perseguita i lavavetri. In una continua alternanza di maschere di scena sul palcoscenico della visibilità cittadina, peraltro recitata con discreta abilità e indubbio seguito popolare. Non si tratta di stabilire quale sia il suo vero volto: lo conosciamo. Piuttosto, di valutare se e quanto il suo procedere rasoterra e sbrigativo continuerà a ricevere consenso. L’impoverimento culturale della politica, così come la debolezza della tenuta sociale, sono oggi il combinato disposto che favorisce il successo della destra. Una destra che infatti non si preoccupa più di tanto di mostrarsi adeguata e attrezzata. Piove e tira vento e si tagliano gli alberi, così come viene, all’ingrosso; ci sono i Mondiali di nuoto e allora si realizzano piscine, chissenefrega se abusive; aggrediscono gli omosessuali e si va a far visita al Gay village, così ci si mischia un po’ e diventiamo tutti democratici; ci si spazientisce per le insistenze dei lavavetri e allora cacciamoli tutti, tranne i meritevoli che saranno assistiti.
— Sandro Medici, Commento: Le maschere di Alemanno”, Il manifesto

October 8 2009 2:45pm

On parle de: italie fascisme

Di vilipendi, attentati, guerre civili, potenti e cittadini comuni

Ieri sera, qui a Roma, sei persone sono state portate in commissariato e denunciate per aver urlato “In galera” al premier medesimo, in piazza Venezia. Il reato che è stato loro contestato è quello previsto dall’articolo 290 del Codice penale: «Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo o la Corte Costituzionale o l’Ordine giudiziario, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni». Molto divertente: tutto ciò nello stesso giorno in cui Berlusconi ha violato ripetutamente il medesimo articolo, con quel che ha detto del capo dello Stato e della Corte costituzionale. Divertente anche di più, se pensate che sempre nella stessa giornata il suo amico Bossi ha detto che a questo punto «bisogna fare la guerra», violando probabilmente l’adiacente articolo 286 («Chiunque commette un fatto diretto a suscitare la guerra civile nel territorio dello Stato è punito con l’ergastolo»).
Ovviamente io penso che non dovrebbe essere denunciato nessuno, né i sei di ieri, né Bossi, né il premier, e che ognuno dica quel che gli pare. Resta il fatto che i sei sono finiti in commissariato, B&B ovviamente no.

di Alessandro Giglioli, Di vilipendi, attentati e guerre civili”, Piovono Rane

October 1 2009 5:16pm

On parle de: italie fascisme angleterre

September 30 2009 9:02am

On parle de: fascisme italie

Marino e Caselli hanno sollevato qualche critica sullo scudo fiscale, l’ultimo regalo fatto dal governo agli evasori. Gasparri ha risposto che loro due dovevano tacere perché uno aveva gonfiato le note spese dell’università (Marino) e l’altro non aveva indagato sugli Agnelli (Caselli). Non c’era alcun nesso, ovviamente, ma in tivù ha vinto lui, Gasparri. Due persone per bene fatte passare per furfanti, a manganellate verbali, da un fascista cronico che doveva sostenere una porcata. […] Forse il punto è che erano - sono, siamo - anche troppo per bene. Alle manganellate facciamo fatica a rispondere. Credevamo - crediamo? - di essere in un paese civile, pensiamo di parlare con persone che hanno opinioni diverse dalle nostre ma ci credono in coscienza, in buona fede, limpidamente.
— Alessandro Gilioli, I manganellatori e la coscienza che barcolla”, Piovono Rane

September 26 2009 3:00pm

On parle de: racisme italie fascisme

September 13 2009 8:55pm

On parle de: italie fascisme

E’ logico che tali soggetti non conoscano affatto l’importanza della memoria storica e delle battaglie civili condotte in terra italiana e considerino Peppino e la sua lotta come un rifiuto ingombrante da eliminare che ricorda troppo un vecchio passato politico fatto di ideali, di sogni, di sconfitte e piccole rivoluzioni. Un passato che, in realtà, non ha mai smesso di esistere, ma che rivive nella determinazione di quanti continuano ad impegnarsi perché credono nell’alternativa possibile alla degenerazione sociale e politica e vengono continuamente calpestati da questi politicanti populisti, ignoranti, incapaci di democrazia. Sembra quasi che il mondo politico oggi raccolga quanto di peggiore ci sia nella società e soprattutto la Lega funziona perfettamente da pattumiera, riciclando anche qualche fascista che già puzza di marcio.
— Giovanni Impastato, La lega e la memoria di Peppino Impastato”, Il manifesto

September 7 2009 8:57pm

On parle de: italie religion fascisme

Chi è San Dino (Boffo)

Chi è Dino Boffo, infatti? Molto più di un semplice direttore di “Avvenire”. Da 15 anni è uno dei personaggi più influenti e potenti della Chiesa e, dunque, della nomenclatura italiana. L’uomo di fiducia del cardinale Camillo Ruini. La guida di un impero multimediale che raccoglie il quotidiano dei vescovi, la televisione satellitare Sat2000, il circuito radiofonico più i grandi eventi comunicativi, tutto centralizzato nella persona di Boffo. Il front runner delle grandi campagne della Cei ruiniana, dall’astensione sui referendum sulla fecondazione assistita nel 2005 al Family Day contro la legge sulle coppie di fatto proposta dal governo Prodi e dalla cattolicissima Rosy Bindi. Cosa pensi Boffo del Cavaliere, dell’anomalia berlusconiana e del conflitto di interessi, il direttore di “Avvenire” lo chiarisce una volta per tutte il 18 aprile 2006 parlando ex cathedra dal suo pulpito preferito, il forum con i lettori nella pagina delle lettere. “Sarà dura rimediare ai guasti che il gruppo di potere di Berlusconi ha recato alle istituzioni: la vergogna delle leggi ad personam, lo stravolgimento dei principi costituzionali”, scrive il lettore Ranieri Marchi. “Mi preoccupa anche la corsa farisaica a dichiararsi figli devoti della Chiesa”. Boffo, però, non ci sta. E replica in malo modo: “Il suo è un anti-berlusconismo istintivo, totale, fazioso”. Quanto al rapporto con la Chiesa, Boffo non ha dubbi: “Il fenomeno della secolarizzazione in Italia era partito assai prima che Berlusconi invadesse l’etere con le sue tv. Abbiamo dimenticato la vicenda del divorzio e dell’aborto? Si ricorda quel ragionamento sibillino e falsamente democratico che dilagò anche in casa nostra, nel mondo cattolico, secondo cui si diceva: “Io non divorzierò mai, ma perché devo togliere questa possibilità ad altri?”. Provi a pensare, amico caro, se l’inizio della crisi non fu piuttosto quello. Poi, certo, altro venne e fu la combustione generale”. Insomma, per Boffo in Italia c’è stata una sola, vera anomalia: il dialogo tra i cattolici e la sinistra. Un rapporto contro-natura, questo sì. In coerenza con questo dogma, per anni il fedelissimo di Ruini conduce “Avvenire” contro i cattolici democratici alla Prodi o alla Scoppola, l’Ulivo, i governi del centro-sinistra. E lancia nuove carriere politiche: nel centrodestra, in Forza Italia. Alla vigilia delle elezioni politiche 2006 dove sono in competizione Berlusconi e Prodi, per esempio, affida l’editoriale di orientamento al voto per i lettori alla laica Eugenia Roccella: “Il nostro problema, oggi, è non far scomparire la famiglia, la sacralità della vita, la dignità della persona. Ma per fare questo dobbiamo schierarci”. Inutile dire da che parte: la Roccella, infatti, sarà scelta dalla Cei come portavoce del Family Day nel 2007 e da lì prenderà il volo. Oggi è deputata del Pdl e sottosegretaria al Welfare nel governo Berlusconi. Grazie a Boffo. […] Sono bastate due risposte ai lettori in rivolta per i silenzi della Chiesa sugli scandali sessuali di Berlusconi, il 24 e il 28 luglio, parole misurate e prudenti come sempre (“Uno scenario di potenziale desolazione”), ma per una volta esplicite, in difesa dei vescovi che nei giorni precedenti avevano condannato il premier. Pioveva, piovevano soprattutto nella redazione di “Avvenire” le lettere di parroci indignati per i comportamenti del premier e i silenzi della Chiesa, Boffo si è limitato ad aprire l’ombrello, ma per i falchi berlusconiani avrebbe dovuto giurare che c’era il sole, in molti d’altra parte in questo tempo sono disposti a farlo. Tanto è bastato nell’era del Berlusconi furioso per inserire Boffo nella lista dei cattivi. Il moralista, il cattocomunista da dileggiare sulla gazzetta della famiglia Berlusconi, da sbattere in prima pagina come omosessuale “attenzionato dalla Polizia” e”bugiardo”. Una strategia della tensione e dell’intimidazione che non risparmia neppure gli ex amici.

di Marco Damilano, Il diavolo in corpo”, L’espresso, N° 36, anno LV, 10 settembre 2009

September 7 2009 2:10pm

On parle de: cinéma fascisme italie

Noi difendiamo l’integrità dell’opera e il diritto di espressione dell’autore. Se poi un giudice darà ragione alla Mussolini e ci chiederà di cambiare quella battuta [“la Mussolini, una troia che vuole ammazzare tutti i romeni”], d’accordo col regista in qualche modo la cambieremo. Magari la frase diventerà “quella santa donna della Mussolini che vuole uccidere tutti i romeni”. Se mi posso permettere un commento, trovo che se uno insulta un intero popolo come ha fatto la Mussolini dicendo che i romeni hanno lo stupro nel DNA, poi non si può stupire se tra loro il suo tasso di popolarità non sia alto.
— Domenico Procacci, Stop al film romeno “Francesca” per le querele di Mussolini e Tosi” di Silvia Fumarola, la Repubblica

September 3 2009 9:04am

On parle de: italie fascisme

Così siamo al dunque. Quel che non si può comprare né corrompere deve tacere. Eccola qui la strategia d’autunno: zittire con ogni mezzo il dissenso, che ormai questo è diventato il semplice dovere di cronaca e diritto di critica. […] Non ci sono in Italia molti organi d’informazione che non dipendano direttamente o indirettamente dal suo favore, dal suo smisurato potere economico e dal suo potere di influenza e di minaccia. Premere, corrompere o comprare. Dove non si può pagare, allora uccidere. Lo squadrismo mediatico di governo, forte di nuove reclute, è difatti al lavoro per distruggere le reputazioni dei giornalisti non a busta paga. […] Non vuole giustizia in sede penale, non gli interessa stabilire se quegli articoli riferiscano il vero. Vuole soldi. Minaccia di chiederne così tanti da ridurci al silenzio. Non accadrà, se accadesse sarà per sua mano. Come durante il fascismo, come quando la censura imponeva i sigilli.
— Concita De Gregorio, Se non può comprare”, Invece-L’unità

September 1 2009 2:17pm

On parle de: religion fascisme