Damiano. Medicine student in Rome. C'est moi. Photoblog. Twitter.

Albert Camus né le 7 novembre 1913 à Mondovi.
Bon anniversaire Monsieur! 
Portrait par Yousuf Karsh (via everyday i show)

Albert Camus né le 7 novembre 1913 à Mondovi.
Bon anniversaire Monsieur!
Portrait par Yousuf Karsh (via everyday i show)

Albert Camus by Cecil Beaton

Albert Camus by Cecil Beaton

(Source: community.livejournal.com)

Ah ! cher ami, que les hommes sont pauvres en invention. Ils croient toujours qu’on se suicide pour une raison. Mais on peut très bien se suicider pour deux raisons. Non, ça ne leur entre pas dans la tête.

Albert Camus, “La chute”, édition Gallimard-folio n° 10, page 80

An intellectual? Yes. And never deny it. An intellectual is someone whose mind watches itself. I like this, because I am happy to be both halves, the watcher and the watched. “Can they be brought together?” This is a practical question. We must get down to it. “I despise intelligence” really means: “I cannot bear my doubts.”  I prefere to keep my eyes open.

Albert Camus (1913-1960)
Notebooks 1935-1951 
Notebook I. May 1935 - September 1937

(via motobrowniano)

(via chutzpah2011)

A peu près? Excellente réponse! Judicieuse aussi; nous ne sommes qu’à peu près en toutes choses.

Albert Camus, “La chute”, édition Gallimard-folio n° 10, page 12
Albert Camus, Paris (1944) par Henri Cartier-Bresson

Albert Camus, Paris (1944) par Henri Cartier-Bresson

La merveilleuse paix de cet été endormi entrait en moi comme une marée.

Albert Camus, “L’étranger”, édition Gallimard-folio n° 921, page 183

Ascoltando, infatti, i gridi d’allegria che salivano dalla città, Rieux ricordava che quell’allegria era sempre minacciata: lui sapeva quello che ignorava la folla, e che si può leggere nei libri, ossia che il bacillo della peste non muore né scompare mai, che può restare per decine di anni addormentato nei mobili e nella biancheria, che aspetta pazientemente nelle camere, nelle cantine, nelle valigie, nei fazzoletti e nelle cartacce e che forse verrebbe il giorno in cui, per sventura e insegnamento agli uomini, la peste avrebbe svegliato i suoi topi per mandarli a morire in una città felice.

Albert Camus, “La peste”

On devrait se baigner

“Insomma”, disse Tarrou con semplicità, “quello che mi interessa sapere è come si diventa un santo”.
“Ma lei non crede in Dio”.
“Appunto: se si può essere un santo senza Dio, è il solo problema concreto che io conosca”.
Improvvisamente un grande bagliore nacque nella parte da cui erano venuti i gridi, e risalendo il fiume del vento un oscuro clamore giunse sino ai due uomini. Il bagliore sùbito si oscurò, e lontano, all’orlo delle terrazze non restò che una macchia rosseggiante. In una pausa del vento sentirono distintamente grii d’uomini, poi lo strepitio d’una scarica e il rumore d’una folla. Tarrou si era alzato e ascoltava; non si sentiva più nulla.
“Si sono ancora scontrati alle porte”
“Adesso è finito”, disse [il dottor] Rieux.
Tarrou mormorò che non era mai finito e che ci sarebbero state altre vittime: era la regola.
“Forse”, rispose il dottore. “Ma lei sa, io mi sento più solidale coi vinti che coi santi. Non ho inclinazione, credo, per l’eroismo e per la santità. Essere un uomo, questo m’interessa”.
“Sì, noi cerchiamo la stessa cosa, ma io sono meno ambizioso”.
Rieux pensò che Tarrou scherzasse, e lo guardò. Ma nel vago bagliore che veniva dal cielo egli vide un volto triste e serio. Il vento si levava di nuovo, e Rieux lo sentì tepido sulla pelle. Tarrou si scosse:
“Sa cosa dovremmo fare per l’amicizia?” disse.
“Quello che lei vuole”, disse Rieux.
“Un bagno in mare; anche per un futuro santo, è un degno piacere”.

Da “La Peste” di Albert Camus.
Pag. 196-197 Edizione Tascabili Bompiani ISBN 88-452-4740-6