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Damiano. 23yo indie-rocker-wannabe.
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February 10 2010 10:48am

On parle de: italie société

È bastato che i tifosi della Lazio minacciassero da tutte le radio private di non votare più la Polverini alle Regionali perché la politica si mobilitasse con una rapidità che altrimenti le è ignota. Da Alemanno a Storace fino all’entourage del presidente Fini, l’intera destra romana ha esercitato pressioni sull’allenatore Reja per convincerlo a rompere il contratto con l’Hajduk Spalato e accorrere al capezzale della squadra malata, dato che «è inaccettabile che la Lazio vada in serie B», come ha dichiarato il sindaco laziale di Roma. Inaccettabile, capito? Alla faccia dei sindaci delle altre città italiane, che le retrocessioni le hanno sempre accettate, e pure i fallimenti. Inaccettabile per motivi di ordine pubblico, ebbe a riconoscere anni fa Berlusconi, e adesso elettorale. Che si sappia, dunque: con i nemici dello Stato non si tratta, ma con i tifosi che minacciano di non andare a votare sì. Preso atto del potere formidabile della lobby capitolina, come cittadini non resta che augurarci che i tifosi della Lazio abbiano a cuore anche gli ospedali, le scuole, il lavoro. Il giorno che si lamenteranno di quello, e non solo del loro presidente Lotito, forse i politici si batteranno per darci finalmente un Paese, oltre che un allenatore, migliore. Se questo è lo stato della democrazia, e lo è, mi viene un pensiero che non condivido: evviva il suffragio universale, una testa un voto, ma a patto che dentro la testa ci sia qualcosa.
— Massimo Gramellini, La democrazia dei tifosi”, Buongiorno-La Stampa (via fastlive)

February 9 2010 10:38pm

On parle de: afrique

Counting co-trimoxizole antibiotic tablets in the HIV clinic. Madi Opei health centre in Madi Opei, Kitgum District, Uganda.

Uganda 2009 © Brendan Bannon

Uganda was included in our “Top 10 Humanitarian Crises of 2009” report.

(via doctorswithoutborders)

Counting co-trimoxizole antibiotic tablets in the HIV clinic. Madi Opei health centre in Madi Opei, Kitgum District, Uganda.

Uganda 2009 © Brendan Bannon

Uganda was included in our “Top 10 Humanitarian Crises of 2009” report.

(via doctorswithoutborders)

February 9 2010 10:26pm

On parle de: musique mp3

[Flash 9 is required to listen to audio.]

Sheryl Crow - “Safe and Sound”
(via mrgolightly)

Maybe this is forever. Forever fades away…

February 9 2010 2:32pm

On parle de: italie société

C’è una citazione di George Bernard Shaw che adoro: «Guardo le cose come sono, e mi chiedo: perché? Sogno le cose come non sono mai state, e mi chiedo: perché no?». Sogno un paese che, culla del Rinascimento, abbia a cuore la propria storia, il valore dell’arte, la propria cultura democratica di libertà ed equità sociale conquistata con una lotta di liberazione, la laicità difesa dall’invadenza di gerarchie teocratiche che, prevaricando il loro stesso Dio e strumentalizzando da sempre la sofferenza altrui, non accettano l’individuale libertà di essere artefici della propria vita.
— Paolo Di Modica, La mia testimonianza alla Serata Impertinente”, Il musico impertinente

February 9 2010 2:23pm

On parle de: politique italie

February 7 2010 8:24pm

On parle de: peanuts

Daily Peanuts Philosophy. I’ve been echoing Charlie Brown’s sentiment here thoughout my life. (via pigtailsandcombatboots)

Daily Peanuts Philosophy. I’ve been echoing Charlie Brown’s sentiment here thoughout my life. (via pigtailsandcombatboots)

February 7 2010 8:22pm

On parle de: Peanuts

(via fysnoopy)

(via fysnoopy)

February 5 2010 9:40pm

On parle de: photographie

Lightworks (via Caesar Sebastian)

Lightworks (via Caesar Sebastian)

February 5 2010 9:22am

On parle de: littérature

Lost opportunities, lost possibilities, feelings we can never get back. That’s part of what it means to be alive. But inside our heads - at least that’s where I imagine it - there’s a little room where we store those memories. A room like the stacks in this library. And to understand the workings of our own heart we have to keep on making new reference cards. We have to dust things off every once in awhile, let in fresh air, change the water in the flower vases. In other words, you’ll live forever in your own private library.
— Haruki Murakami, “Kafka On The Shore” (via goodnightdarling)

February 4 2010 2:41pm

On parle de: musique mp3

[Flash 9 is required to listen to audio.]

Gary Jules - “No Poetry”
(via murmure)

February 4 2010 2:29pm

On parle de: poésie

Bright star, would I were steadfast as thou art
Not in lone splendour hung aloft the night
And watching, with eternal lids apart,
Like Nature’s patient, sleepless Eremite,
The moving waters at their priestlike task
Of pure ablution round earth’s human shores,
Or gazing on the new soft-fallen mask
Of snow upon the mountains and the moors
No - yet still stedfast, still unchangeable,
Pillow’d upon my fair love’s ripening breast,
To feel for ever its soft fall and swell,
Awake for ever in a sweet unrest,
Still, still to hear her tender-taken breath,
And so live ever — or else swoon to death.

— John Keats, “Bright star”, poems published in 1820

February 2 2010 4:45pm

On parle de: italie fascisme

Abbiamo l’orgoglio di essere noi, con la cultura giudaico-cristiana, alla base della civiltà europea. Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi appena arrivato in Israele con a fianco il premier israeliano Benjamin Netanyahu.Noi chi, presidente? Siamo proprio sicuri che esaltare le radici giudaico-cristiane nella nazione degli ebrei tormentati e uccisi dai cristiani per secoli, in quella civilissima Europa, sia una buona idea? Israele non ha nè vuole avere radici giudaico-cristiane e mescolare quelle due parole è una garrula cialtronata da comizietto televisivo buono per un TG di servizio o per un maggiordomo televisivo compiacente. Torquemada aveva radici giudaico-cristiane? I “conversos”, gli ebrei spagnoli costretti a fingere di convertirsi per non finire sulla graticola, avevano radici giudaico-cristiane? Il Corano, così chiaramente apparentato e ispirato alle grandi religioni abramiche, il Giudaismo e il Cristianesimo, ha radici giudaico-cristiane? Ma perchè quel benedett’uomo non si limita a raccontare barzellette. Sugli ebrei, nella nostra antica cultura giudaico-cristiana, sicuramente ne conosce a vagoni. Piombati.
— Vittorio Zucconi, Le radici di Torquemada”, Tempo reale-Il blog del direttore

February 2 2010 9:28am

On parle de: italie politique

Piccoli rampolli crescono: Renzo Bossi e quella passeggiata sulla corsia d’emergenza in autostrada

Domenica sera, di ritorno dalla festa dei popoli padani a Venezia, decine di militanti leghisti sono rimasti bloccati sull’autostrada per Varese a causa di un mega incidente. Non tutti però hanno passato delle ore fermi in macchina. A un certo punto, un SUV Touareg scuro dall’aria familiare ha sorpassato a gran velocità la coda sulla corsia d’emergenza, scortato da una macchina della Digos.Dentro, riconoscibile dai suoi riccioli “ribelli” o “pasoliniani” a seconda delle descrizioni più o meno apologetiche, viaggiava Renzo Bossi, il secondogenito ventunenne di Umberto Bossi. L’erede è cresciuto, e sembra avere imparato i vizi romani della casta, prima delle virtù padane“. Lo scrive Lia Quilici all’inizio dell’articolo “La trota del Po“, su L’Espresso di questa settimana a pagina 65. Considerato che l’ultimo modello base-terra-terra di suv Touareg costa trentanovemila – diconsi: trentanovemila – euro, secondo l’ultima offertona della Volkswagen, e che per legge quel tipo di automobile dovrebbe essere guidata solo da chi ha la patente da almeno tre anni. Considerato anche che Renzo Bossi è nato nel 1988 (ha giusto giusto compiuto i 21 anni, e quindi ci rientrerebbe se avesse preso la patente al primo tentativo, ma considerato com’è andata alla maturità…). Considerato pure che già qualcuno sarà stato abbastanza incazzato, mentre se ne rimaneva incolonnato sull’autostrada, a vedersi scortare il figlio di papà con la Digos sulla corsia di emergenza, come un Alberto Tomba qualsiasi. Considerato tutto ciò, insomma, è un vero peccato che l’articolista non specifichi se Il Trota, come lo chiamava affettuosamente papà, era effettivamente alla guida, e non un semplice passeggero.

di Alessandra D’Amato, Renzo Bossi e quella passeggiata sulla corsia d’emergenza in autostrada”, Giornalettismo ( via steff2410)

February 2 2010 12:48am

On parle de: littérature

BUM! J.D. Salinger è morto

Probabilmente qualcuno appena lo ha saputo si è chiesto: “Ma era ancora vivo?”.
Dopo il Giovane Holden la sua è stata in effetti una vita silenziosa, lontana dal mondo e dai lettori. Una scelta estrema. Ma forse, per noi che lo abbiamo amato, necessaria.

Pare che Breat Easton Ellis lo abbia detestato (e che stasera festeggerà). Molti, dopo aver letto di Holden Caufield, non sono più stati esattamente quelli di prima. Del resto, certe grandi storie fanno questo effetto – specie se lette al momento giusto.
(E io, per non sgualcire quell’immagine, non sono più stata in grado di rileggerlo.)

Ha scritto poco, J.D Salinger, ma ha scritto bene. Specialmente i racconti; che sono pagine perfette. “A Perfect Day for Bananafish” è un amaro spasso impeccabile.
Insomma, un grande scrittore di libri giusti.

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”

di Agnese Gualdrini, BUM! J.D. Salinger è morto”, Finzioni

I libri che mi lasciano proprio senza fiato sono quelli che quando li hai finiti di leggere vedi i suoi protagonisti ovunque. Sono quelli che cambiano il tuo modo di pensare. Sono quelli che cambiano il tuo modo di parlare. Questi sono i libri che mi mandano in… sollucchero!

February 2 2010 12:38am

On parle de: vie

... e poi mi chiedevo dove son finiti, questi avanzi, se son finiti da qualche parte, io non lo so.

Quando scrivi una storia poi capita che la rileggi, tagli via delle cose, quelle che non ti convincono, capita poi che le cancelli, quelle cose, e allora ogni storia, pensarci, ha degli avanzi, delle cose che prima erano dentro, la storia, poi son finite fuori, dalla storia, io oggi mi chiedevo dove son finiti, questi avanzi delle storie, se son finiti da qualche parte, io non lo so, e poi dopo oggi mi chiedevo se anche le nostre storie, le nostre storie personali e singole, che è vero che di solito stan dentro delle storie più grandi e universali, ma alla fine rimangono pur sempre delle storie molto personali e molto singole, io oggi mi chiedevo se anche queste nostre storie hanno degli avanzi, delle cose che abbiamo tagliato fuori, magari non ci convincevano, non eravamo sicuri, allora le abbiam tagliate fuori dalla nostra singola e personale storia, e poi mi chiedevo dove son finiti, questi avanzi, se son finiti da qualche parte, io non lo so.

di Francesco, Gli avanzi”, 8:49 pm